Orco Cicli Sas, CF e PI 06880860967, via Pastrengo 7, 20159 Milano, Italia tel +39.02.45498444, mobile 339.6151284 info@orcocicli.com
Trovate altre informazioni, modelli, foto, notizie sul nostro sito orcocicli, su quello dedicato alla spicciola e su facebook

domenica 22 giugno 2014

Ci siamo fatti un regalo

Forse non ce lo meritavamo, forse sì, ma comunque ci siamo fatti un regalo, una spettacolare  "PRS-4W Professional Wall Mount Stand" dell'americana Park Tool. Costa uno sproposito, ma anche provvisoriamente montata sulla morsa tanto per provarla è davvero un passo avanti rispetto a quella del nostro vecchio cavalletto italiano (in odore di lega, ahimè), che per altro avevamo già sostituito con una simile alla Park Tool ma made in China, e con troppi particolari in resina (attratti soprattutto da un prezzo pari a circa un quarto di quella 'mericana). Però quest'ultima fatta, forse davvero a St. Paul in Minnesota, è tutta in metallo e funziona bene. Insomma un sacco di soldi, ma forse spesi oculatamente, soprattutto quando l'Orco Piccolo tornerà dalle vacanze e costruirà una piastra per fissarla al vecchio cavalletto, che non abbiamo nessuna intenzione di cambiare, almeno per i prossimi anni, anche perché sugli altri possibili non sarebbe così facile montare la nostra asta da bandiera di cui siamo molto orgogliosi (e chi sa, sa)....


giovedì 19 giugno 2014

Abbiamo visto e fatto cose...

Che, ovviamente, oggi non possiamo raccontarvi né farvi vedere... ma, forse, domani?


Al di là delle rampe del Bussa e di quelle per piazza Gae Aulenti: "I've seen things you people wouldn't believe..."

sabato 3 maggio 2014

Che vergogna! (oppure no?)

L'Orco che scrive oggi è "uscito" su Sportweek, settimanale allegato a La Gazzetta dello Sport. Un po' se ne vergogna, un po' soddisfa la sua perversa voglia di apparire su oltre 450.000 copie di carta, un po' pensa che che più se ne parla (di Orco Cicli) meglio è, un po' si incazza per quello (tutto o quasi sbagliato) che gli hanno scritto sotto, un po' è contento perché tra tanti Chic-listi l'hanno messo al primo posto, un po' si preoccupa perché è il più vecchio di tutti, un po' vorrebbe meno stampa e più ordini di biciclette, un po' si piace, un po' chissà...(Comunque la bici che non sa se assomiglia a lui, è la prima Orco Cicli Inox, single speed prototipo ma già perfetta e fatta, non solo assemblata, accidenti, sulle sue strane misure)...



La lunga e difficile strada verso la ruota (elettrica)

Ci siamo intrippati con la ruota elettrica, e ve ne avevamo già parlato qui. Ormai sono passati diversi mesi e ci sembra giusto aggiornarvi. A dicembre abbiamo ordinato diverse "ruote motore".
La prima in ordine di tempo è la celebre Copenhagen Well , figlia del Mit e presentata gìà nell'ormai lontano 2009. Finalmente, sembrava, entrata in produzione anche grazie a un finanziamento di oltre due milioni di dollari. Abbiamo pre-ordinato una ruota nella versione  developers edition  e ci hanno addebitato istantaneamente $778.99 sulla carta di credito, promettendoci la consegna entro primavera 2014. Ci hanno regalato per Natale un fotomontaggio con la ruota installata su un nostro telaio inox,  e noi abbiamo aspettato fiduciosi sino a.. ieri. Ieri infatti abbiamo ricevuto una lunga mail da Assaf Biderman, fondatore e Ceo della Superpedestrian, la società che deve (dovrebbe) produrre la ruota.  In sintesi dice che siccome hanno avuto tanti ordini, hanno dovuto cambiare metodo di produzione e che quindi non possono garantire una data di consegna, ma sperano (non lo garantiscono, però) di riuscire a consegnare le prime ruote entro il 2014 ! Comunque non hanno toccato i soldi che gli abbiamo già versato e possono anche renderceli se non vogliamo più la ruota. Ci stiamo pensando.



La seconda ruota che abbiamo ordinato è la Flykly, figlia di un progetto che ha raccolto più di $700.000.00 su Kikcstarter (quando ne bastavano $100.000.00) e avuto ordini per più di 1.100 ruote che, sulla carta, sembravano più interessanti anche della Copenhagen. Questa volta non ci hanno addebitato istantaneamente i $ 590.00 + $59.00 per la Smartlight del pre-ordine, ma per mesi non hanno risposto alle nostre mail in cui gli chiedevamo notizie della ruota o, almeno, di conoscere la larghezza del mozzo in modo da predisporre un telaio adatto. Qualche settimana fa abbiamo però ricevuto una mail da Niko Klansek, il Ceo e fondatore, in cui ci spiegava che la loro ruota non sarebbe stata più prodotta da loro, ma che avevano stretto un accordo con Zehus e che quindi la Flykly era diventata una ruota Zehus, made in Italy. Non abbiamo capito, o meglio non ci hanno spiegato che ne era del nostro pre-ordine, anche perché nel frattempo il costo è salito a $800.00 e la data di consegna si è dilatata a non sappiamo quando!



Resta la terza ruota ordinata, di cui però per accordi intercorsi non possiamo ancora parlare. Ma ci stiamo lavorando alacremente, sia per i test, sia per la progettazione di telai ad hoc e a breve speriamo di poter eliminare il silenzio stampa. Vi terremo informati.

giovedì 27 marzo 2014

... e noi non ci saremo II

Da qualche mese a questa parte stiamo trascurando un po' il blog e ci scusiamo con i nostri lettori affezionati, che ogni tanto ci rimproverano per questo, ma siamo abbastanza presi con il nostro progetto elettrico, le sue diverse declinazioni, il calore dei mosfet, le valvole dei copertoni dal lato sbagliato, i motori scomparsi, le nuove Jvc... per adesso è ancora tutto top secret, ma appena possibile vi informeremo! Quel che possiamo dirvi adesso è che no, non faremo nulla per il fuorisalone. Abbiamo fatto qualcosa gli anni passati ma ci siamo stufati, per cui, ciccia! Saremo comunque aperti nei giorni e negli orari normali e, se verrete a trovarci anche durante il fuorisalone, ci farà ovviamente piacere....



mercoledì 19 marzo 2014

Noi non ci saremo...

Ma ci sarebbe tanto piaciuto poterci andare. Dove?  Al Sardinia Grand Tour: 1300 km, 19000 m di dislivello, 27 tappe e non ci saremo nemmeno alla prima Randonnée prevista il primo maggio, di soli 200 km, da Arzachena ad Alghero.


E allora perché ne parliamo? Un po' perché ci piace la Sardegna, soprattutto a maggio quando il sole non ti uccide ancora, un po' perché gli Orchi sono strani e ci è simpatico uno degli organizzatori, un certo Simone che dal 2011 ci prende per il culo in giro raccontandoci che verrà da noi a farsi fare una Randa e... non è ancora arrivato! Ma all'Orco che scrive un giro in bici con pulmino che porta i bagagli, raccoglie all'occorrenza gli scoppiati, prenota gli alberghi e i ristoranti ricorda la giovinezza, quando suo padre lo trascinava in analoghi, ma autorganizzati, tour che lui odiava perché sognava il motorino e disprezzava la Masi Faema che gli avevano regalato invece. Voi che ci leggete e potete fatelo, il Tour, o almeno la Randonnée e magari spiegate agli organizzatori che si scrive con tre enne, non con due... Poi chissà ci ordinano 100 Randa e il Grand Tour lo fanno o lo fate solo con le nostre bici :)


lunedì 24 febbraio 2014

Vi aspettiamo!



Dalla collezione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano l'associazione +bc  ha scelto alcuni particolari modelli di biciclette che verranno esposti  dalle 13 di sabato primo marzo alle 18 di domenica due marzo in Stecca 3, in via de Castillia 26 a Milano.
Un'occasione unica per vedere da vicino l'incredibile Tandem Parallelo che Umberto Dei ha realizzato per il Salone del Ciclo e Motociclo del 1936; la Bianchi Modello D da corsa con cui Petit Breton ha vinto nel 1907 la prima edizione della Milano - Sanremo; Kangaroo, un rarissimo biciclo con trasmissione a catena realizzato nel 1884 dall'inglese William Hillman; un elegantissimo ed essenziale monociclo inglese del 1882 che sembra un oggetto di design contemporaneo ma che, ahimè, è praticamente inguidabile…

Dove: Stecca degli Artigiani, Via de Castillia 26, quartiere Isola, Milano
Quando: Sabato 1 marzo:
ore 13.00                               Presentazione alle autorità e alla stampa.
                                                     Apertura dell'esposizione “Anche queste sono bici” in collaborazione con il                                                              Museo Nazionale della scienza e della tecnologia” di Milano
                                                     Comunicazione delle iniziative delle Associazioni ADA Stecca per la due                                                                     giorni.
A seguire                               Rinfresco-buffet

dalle 15.00                            Laboratorio aperto in ciclofficina popolare

ore 20.00                               Chiusura esposizione

Domenica 2 marzo:
ore 10,00                               Apertura esposizione

ore 15,00                               Laboratori di cicloriparazione  in ciclofficina popolare

ore 18.00                               Chiusura esposizione

Ingresso: gratuito

A cura di Associazione +bc
In collaborazione con:
Comune di Milano
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Consiglio di Zona 9
Ada Stecca

martedì 28 gennaio 2014

Qualche nostro video...


(prova di esportazione da Faccialibro)

lunedì 27 gennaio 2014

Indovina, indovinello...

Cos'è? Esiste davvero? E (se esiste) dov'è? E si può vedere? Chi risponde esattamente a tutte le domande potrà toccarla (se esiste) o vederla in AR (se non esiste). Buona caccia...


lunedì 23 dicembre 2013

Ci vediamo il 6 gennaio...

Fino ad allora ci saremo&non ci saremo, magari ci saremo ma per fare gli affari nostri, magari quello di cui qui sotto potete vedere un rendering. Per cui se avete bisogno di noi telefonateci o scriveteci prima, così prendiamo un appuntamento... Intanto godetevi questa anteprima e buone feste a tutti.


mercoledì 18 dicembre 2013

Fragola e fiordilatte a Natale

È la vostra ultima occasione per acquistare una spettacolare Fuji montata dagli Orchi: è l'ultima Feather XS (45 cm che diventano 48 circa), rosa opaco con copertoncini, sella e manopole bianco fiordilatte. Le Fuji sono buone bici, caratterizzate da un ottimo rapporto qualità/prezzo ma generalmente sottovalutate, tanto che a fine 2012 abbiamo deciso di importarne alcuni modelli in "quasi" esclusiva per l'Italia. Ma il non siamo commercianti né commerciali, siamo afflitti da una cronica mancanza di spazio e, forse e soprattutto, vendere bici fatte da altri, ci piace poco e non ci diverte affatto. Comunque sia, ieri abbiamo aperto l'ultima scatola Fuji e montato questa piccolina single-speed con mozzo flip-flop. Le caratteristiche dettagliate le potete trovare qui. Il prezzo dovete chiedercelo a voce, perché è inferiore a quello che abbiamo pagato noi e ci vergogniamo a scriverlo...


Considerate comunque che:
- è una buona bicicletta, altrimenti non ve l'avremmo proposta
- se la dovete regalare, farete un figurone
- se la comprate per voi, davvero non ve ne pentirete, parola di Orchi
- non ha bisogno di antifurti, perché pensiamo che sia l'unica Fuji rosa arrivata in Italia
- avrete per legge due anni di garanzia e la nostra gratitudine e assistenza sempre.


giovedì 5 dicembre 2013

Elettrico forse, ma quale?

Ormai sono mesi anni che ci stiamo pensando, ma senza deciderci. Già nel 2009 ci siamo scambiati qualche mail con Carlo Ratti, il director del progetto Copenhagen Wheel, che nonostante la nobile origine (il celebre Mit di Boston) ha impiegato cinque anni per entrare (forse) in produzione. Ci hanno infatti inviato una mail in questi giorni per avvisarci che era finalmente disponibile, pardon, in pre-ordine.



Forse in pre-ordine solo perché pochi giorni prima una ruota molto simile, FlyKly, fatta da sloveni/americani ha raccolto più di 700.000 $ su Kickstarter promettendo la consegna entro giugno a un prezzo inferiore e garantendo caratteristiche simili, se non superiori alla faticata ruota del Mit. Un altro preorder, si intende, ma almeno con le spese di spedizione comprese nel prezzo...


Entrambe le ruote si installano senza collegare sensori, si comandano via bluetooth con un cellulare, si possono ricaricare e garantiscono anche un parziale recupero di energia in frenata o pedalando all'indietro (?). Ma non è finita qui. Per ragioni troppo lunghe da spiegare, siamo entrati in contatto anche con un'azienda italiana, anzi milanese, Zehus che ha progettato e presentato una ruota simile, ma per scelta non ricaricabile se non pedalando, per adesso senza ordini, correggiamo, ci hanno scritto: sono possibili i pre-ordini, ma solo da Milano e con un costo di circa 2,5 volte quello delle altre ruote e con le perplessità legate all'assenza di ricarica elettrica. 


Insomma, non sappiamo che fare, le ordiniamo tutte e tre (anzi due, una non è ordinabile ma forse riusciamo ad averla lo stesso da provare)? Non facciamo nulla e vediamo se le producono davvero e funzionano davvero? Continuiamo a fare biciclette che si pedalano e basta o ci mettiamo invece  a lavorare con il motore Stirling ?

sabato 16 novembre 2013

L'aria pesa sempre di più

Vi ricordate la nostra palla di camere d'aria? Ne avevamo scritto qui. Adesso ha traslocato, è cresciuta assai e ha conquistato il suo record del mondo, con 103 libbre, pari a 46 e passa chilogrammi.  Qui la pagina e il filmato del record. (e grazie a Suino per il sollevamento, a Canetta per le riprese e, naturalmente, a Rocco per il sostanzioso incremento del peso). Enjoi!  :)


mercoledì 6 novembre 2013

Novembre in bottega

Nonostante il tempo impazzito, fervono i lavori. Abbiamo consegnato la Spicciola norvegese, che andrà a 80 km a nord del circolo polare artico. Purtroppo non abbiamo le foto del suo parziale smontaggio e del suo "inscatolamento" in una (grande) valigia rigida portabici, fatto sabato sul marciapiedi davanti alla bottega, sotto gli occhi divertiti dei passanti e di Jørn, il suo proprietario, che nel frattempo ha pensato bene di rompersi una gamba in mountain bike ed è arrivato con le stampelle: le ha posate per provare la sua Spicciola e le ha riprese subito dopo. Comunque ecco l'unica foto (un po' storta) che abbiamo:


Nel frattempo la nostra Tòlla, sia pure senza accento, è uscita su Ciclismo, con tanto di gallery completa: grazie alla redazione e alla sua recensione lusinghiera.....


Per finire, abbiamo finalmente s/venduto la Fuji Feather arancione che avevamo in bottega e ci è quindi toccato montare quella rosa opaco e bianco che ci è rimasta. Piccola e "strana" è però una buona bicicletta che s/vendiamo per i nostri consueti problemi di spazio. Se proprio volete, ve la facciamo riverniciare in un altro colore a vostra scelta al prezzo di costo: anche se l'accoppiata fragola-vaniglia non è poi così male! Eccola qui sotto affastellata in bottega: accattavela prima che si righi!....




martedì 22 ottobre 2013

Come si cancella una bici


Vedete il cancello qui sopra? È arrivato oggi in bottega per montare le chiavelle, fissare il portapacchi e installare due moderne luci a led: che volete, da quando gli Orchi hanno deciso di fare anche le piccole riparazioni ci tocca pure questo. Solo che il cancello non è un cancello, è una rarissima Benotto a bacchette interne (perfettamente scorrevoli e funzionanti), che risale, pensiamo, agli anni Quaranta. Abbiamo a questo punto interrogato il giovane proprietario e abbiamo scoperto che la bici sino a due giorni fa era integra, completa di parafanghi, carter, cerchi in acciaio e del suo colore originario. Acquistata a un mercatino di beneficenza per 30 euro «non poteva valerne di più» ed è stata trasformata così come la vedete, con due cerchi in alluminio spaiati e uno spesso strato di vernice nera opaca che ricopre anche il marchio (una splendida aquila smaltata), le manopole d'osso, il fregio anteriore... Nonostante le ricerche fatte non abbiamo trovato in rete nessuna immagine di un modello analogo conservato, a ulteriore dimostrazione della rarità di questa ex-benotto e ci è cresciuta l'amarezza, tanto da decidere di condividerla con voi. Qui sotto alcuni particolari dello scempio (o meglio del bicicidio, come scrive Antonio) perpetrato....








lunedì 7 ottobre 2013

...e Tòlla sia!


Quello che vedete è un nuovo modello Orco Cicli che cercheremo di presentarvi in dettaglio, cominciando dal nome: tòlla è una voce dialettale per latta, il lamierino di ferro stagnato con cui si facevano un tempo le lattine. Non abbiamo però costruito una bicicletta di latta, abbiamo usato i nostri consueti tubi calibrati cro-mo (i Columbus Cromor) ma li abbiamo verniciati con una nuova resina che di solito viene impiegata per i cerchi ruota delle automobili e che alla fine sembra una cromatura velata, un effetto tòlla, appunto, che a noi è piaciuto parecchio. Tòlla è una rivisitazione delle biciclette porteur, che in Francia venivano usate per distribuire i quotidiani: abbiamo allungato il carro di un nostro telaio Spicciola, sia per farci stare i parafanghi (Sks resina e alluminio) e per rendere più stabile il mezzo, montato un cambio nel mozzo Sturmey Archer a 3 velocità comandato con il tradizionale manettino push-pull, con rotella e filo esterno e scelto una guarnitura (anch'essa Sturmey Archer) da 46 denti, anziché i consueti 48 per spingere più agevolmente anche quando si è carichi. Abbiamo poi montato freni cantilever (Tektro), che abbiamo già sperimentato e che hanno una straordinaria efficienza. Per il resto, tutto secondo tradizione. Le ruote fatte da noi con cerchi Ambrosio Evolution, 36 raggi inox in terza e coperture Schwalbe Marathon 28 C sono praticamente indistruttibili e in grado di affrontare agevolmente sterrati e pavé, il canotto sella è Fsa solo perché ne avevamo uno in casa, la sella una Brooks Professional per lo stesso motivo (ma anche perché è bella), le manopole provvisorie (stiamo aspettando le slender Brooks in tinta), il carter un Hebie Chainbar e i pedali Mks. Il portapacchi anteriore è un esperimento. Lo abbiamo fatto a mano, fissandolo alla testa della forcella a testa piatta (inserendo due bussole portaborraccia e poi limandole) e ai foderi forcella. Sembra bello e funziona bene, ma non è perfetto e stiamo cercando una soluzione diversa, magari un portapacchi industriale da modificare, anche per contenere i costi di produzione. Del resto, come sempre i nostri prototipi vengono costruiti proprio per sperimentare e migliorare la produzione, si fa per dire, di serie e Tòlla non fa eccezione. Abbiamo  predisposto anche gli attacchi per un portapacchi posteriore, che magari proveremo a montare e stiamo persino studiando alcuni sistemi di elettrificazione, anche se in bottega non tutti la pensiamo allo stesso modo e il dibattito sull'elettrico (e sul tipo di elettrico eventualmente da montare) è assai acceso: anzi se volete fateci sapere voi cosa ne pensate delle bici elettriche e se vi può interessare una Orco a batteria. Grazie.














martedì 1 ottobre 2013

La Cina è vicina

Dal 10 al 13 ottobre saremo a Pechino, all'Asia Bike Trade Show, grazie al nostro rappresentante cinese. Nei banner che potete vedere qui sotto c' è scritto, più o meno,  "Biciclette italiane di lusso in acciaio fatte a mano su misura". Sperèm!

                         

martedì 24 settembre 2013

Rosso Ducati

Sì lo sappiamo le Ducati sono moto, ma il loro colore è molto bello (e anche le moto, almeno una volta lo erano, l'Orco che scrive ha avuto una 450 Desmo assettata per le gare in salita che era uno spettacolo) e quando il nostro verniciatore, che tanto per rimanere in campo motoristico si chiama Guzzi anche se guida una Bmw, ce lo ha proposto abbiamo volentieri scelto di verniciare i nostri telai con questo pigmento, che è poi poliuretanico e non epossidico e che va tenuto in frigorifero fino al momento di usarlo, altrimenti la polvere si trasforma in un blocco compatto. Comunque sia, la bicicletta che potete vedere qui sotto è un'ennesima variante della Spicciola. Un telaio piccolo perché il proprietario tanto alto non è, montato con 7 rapporti dietro (cambio e pignoni sono Sun Race) e una guarnitura compatta anteriore (Lasco) a cui abbiamo abbinato un deragliatore Campagnolo vintage, che funziona molto meglio del Sun Race moderno. Il manubrio è un moonbughel con comandi Sun Race push pull, leve Sturmey, manopole Brooks come la sella Swift. Le ruote, come al solito fatte da noi con cerchi Ambrosio Evolution e 36 raggi Alpina inox, hanno copertoncini Schwalbe Marathon 28 C, in modo da poter affrontare agevolmente anche gli sterrati. Doppio portaborracce e serie sterzo Campagnolo Record completano la Rossina (è il nome in codice di lavorazione), realizzata, va da sé, con tubi Columbus Cromor e giunzioni microfuse.










venerdì 20 settembre 2013

Indelicata.1



Il nome lo ha scelto il suo proprietario, che di mestiere fa software (crediamo), ma il punto uno  l'abbiamo aggiunto noi perché è una bicicletta trasformabile (upgradabile?). Quella che vedete qui ha un cambio nel mozzo Sturmey Archer a cinque velocità, comandato dal manettino applicato al tubo obliquo e fissato a due vecchi forcellini corsa extralunghi in modo da poter tendere agevolmente la catena. I freni sono Campagnolo Veloce, il manubrio un Fubar di Brick Lane Bikes, una sorta di rivisitazione inglese del classico moustache, e inglesi sono anche sella e manopole, le nostre consuete Brooks, mentre le leve taiwanesi Dia Compe, sono fatte però con gli stampi delle svizzere Weinmann di Sciaffusa. Le ruote, costruite da noi con i soliti cerchi Ambrosio Evolution, raggi inox Alpina e mozzo anteriore Miche con sgancio rapido vintage, sono impreziosite dai copertoncini Schwalbe Ultremo Zx da 28 C, slick e cattivissimi. I tubi, anche se non abbiamo applicato l'etichetta (deciderà il proprietario se farlo o no) sono Columbus Cromor. La versione punto due in programma la trasformerà in una bicicletta da corsa: abbiamo infatti applicato il quadro al telaio anche per comandare il deragliatore, il fermaguaina sul carro posteriore, le bussole per due portaborracce (e per un eventuale portapacchi posteriore) e e il forcellino ha l'attacco per il cambio. Parte questa sera per il Ticino (CH).