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mercoledì 12 ottobre 2011

C'è qualcosa di sbagliato...

Oggi abbiamo consegnato (finalmente!?) due biciclette, una Spicciola "regalo di laurea" e una Squinzia/Spigola. Al giovane medico destinatario della prima é piaciuta molto. Al committente della seconda (un altro regalo, questa volta per il compleanno della moglie) anche. La nostra microbottega per un po' respira spazio e ci sembra quasi più grande. Però, accidenti, vedere andare via le nostre bici un po' ci spiace. Lo so, non è giusto, anzi è forse tutto sbagliato, ma noi alle nostre bici ci affezioniamo: sarà perché le facciamo davvero a mano, una diversa dall'altra, sarà perché ogni volta qualche problema si presenta e quasi sempre lo risolviamo per il meglio, sarà...
Funzionate sempre bene, regalate gioia e libertà, buone pedalate e felicità ai vostri proprietari, ci viene voglia di dire alle bici che ci lasciano... e ai loro nuovi padroni vorremmo raccontare che hanno (forse) un'anima, di quando a Bali abbiamo assistito alla festa delle "meccaniche" e c'erano moto e automobili con il motore acceso (purtroppo), ma anche bici rovesciate con i pedali che giravano e la ruota libera che cantava, pompe a mano che regalavano docce anche a chi non le voleva fare, frullini e forbici impugnati come spade... che, tutto sommato, noi non siamo credenti, ma se dovessimo credere saremmo forse tutti animisti.
A volte non c'è tempo per farlo, per spiegare che le cose fatte con le mani e con tanto amore e tanta passione sono diverse da quelle fatte a macchina o a cottimo, specie a chi entra in bottega e ci chiede:
  • una "bici pronta, da portare via subito", 
  • una usata "che costi poco, tanto me la rubano anche se la chiudo con un lucchetto da 10 euro, e perché mai dovrei spendere di più per un lucchetto che tanto me la rubano", 
  • una "che quanti cambi ci ha", 
  • una che "ma io la voglio ammortizzata perché devo saltare giù dai marciapiedi e con le gomme grandi così non mi infilo nelle rotaie dei tram", 
  • una "che perché non le fate in alluminio che è più leggero", 
  • una "che quanto mi date se vi dò questa e (forse) ne ordino una nuova.
In realtà, almeno una volta al giorno ripariamo gratis una bici a chi ci sembra ne abbia bisogno e ce lo chiede cortesemente, anche se noi non facciamo per scelta riparazioni, ma prestiamo sempre gli attrezzi e la pompa,  e diamo volentieri consigli, pardon, consulenze. Ma mandiamo altrettanto volentieri affanculo  chi ci risponde "Come la pompa, non avete un compressore che con la pompa si fa fatica, è mattina, non la so usare?" Oppure "Avete gli attrezzi, li vedo, perché non mi riparate subito la bici (che quelli qui dietro mi hanno detto di tornare settimana prossima e io non ho mica tempo da perdere). O ancora "Ma insomma non ci sono più ciclisti, voi cosa fate, le vendete solo (sottointeso, le bici) ? "

Però molti dei nostri clienti-amici (forse, anche se ci sono troppi forse in queste righe) capiscono il nostro animismo e la nostra animosità e per questo ci vengono a trovare e ci chiedono di far loro una bicicletta. Come quella che se ne andrà sabato, una Palmiro davvero speciale che sta aspettando sul cavalletto solo il tubo sella della giusta misura per lei: cribbio, son tubi Columbus e ci vuole il 27,2, mica il 25,4 che lo sbadato Orco che scrive aveva improvvidamente procurato!
Qui sotto due foto in anteprima della SuperPalmiro. Poi arriveranno, a bici finita, le fotografie fatte un (poco) meglio. Poi di nuovo, ci sono altre bici da fare, telai verniciati che aspettano solo di essere montati, nuovi problemi da affrontare e risolvere, un trimestre di Iva da chiudere, altri modelli da pensare, disegnare, costruire, montare e...salutare. Ma sì, forse è vero, le biciclette hanno un'anima... e, ancora una volta forse, non tutto quello che facciamo, pensiamo e scriviamo è sbagliato...



2 commenti:

  1. ...ma fa piangere!

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  2. ma no, non fa piangere, piuttosto fa pensare e magari fa fare voglia di farsi fare una bici da loro
    Marina

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