Grazie ad Alex videopoker Giacomelli © la nostra Tòlla è anche diventata anche un video!
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lunedì 10 marzo 2014
lunedì 7 ottobre 2013
...e Tòlla sia!
Quello che vedete è un nuovo modello Orco Cicli che cercheremo di presentarvi in dettaglio, cominciando dal nome: tòlla è una voce dialettale per latta, il lamierino di ferro stagnato con cui si facevano un tempo le lattine. Non abbiamo però costruito una bicicletta di latta, abbiamo usato i nostri consueti tubi calibrati cro-mo (i Columbus Cromor) ma li abbiamo verniciati con una nuova resina che di solito viene impiegata per i cerchi ruota delle automobili e che alla fine sembra una cromatura velata, un effetto tòlla, appunto, che a noi è piaciuto parecchio. Tòlla è una rivisitazione delle biciclette porteur, che in Francia venivano usate per distribuire i quotidiani: abbiamo allungato il carro di un nostro telaio Spicciola, sia per farci stare i parafanghi (Sks resina e alluminio) e per rendere più stabile il mezzo, montato un cambio nel mozzo Sturmey Archer a 3 velocità comandato con il tradizionale manettino push-pull, con rotella e filo esterno e scelto una guarnitura (anch'essa Sturmey Archer) da 46 denti, anziché i consueti 48 per spingere più agevolmente anche quando si è carichi. Abbiamo poi montato freni cantilever (Tektro), che abbiamo già sperimentato e che hanno una straordinaria efficienza. Per il resto, tutto secondo tradizione. Le ruote fatte da noi con cerchi Ambrosio Evolution, 36 raggi inox in terza e coperture Schwalbe Marathon 28 C sono praticamente indistruttibili e in grado di affrontare agevolmente sterrati e pavé, il canotto sella è Fsa solo perché ne avevamo uno in casa, la sella una Brooks Professional per lo stesso motivo (ma anche perché è bella), le manopole provvisorie (stiamo aspettando le slender Brooks in tinta), il carter un Hebie Chainbar e i pedali Mks. Il portapacchi anteriore è un esperimento. Lo abbiamo fatto a mano, fissandolo alla testa della forcella a testa piatta (inserendo due bussole portaborraccia e poi limandole) e ai foderi forcella. Sembra bello e funziona bene, ma non è perfetto e stiamo cercando una soluzione diversa, magari un portapacchi industriale da modificare, anche per contenere i costi di produzione. Del resto, come sempre i nostri prototipi vengono costruiti proprio per sperimentare e migliorare la produzione, si fa per dire, di serie e Tòlla non fa eccezione. Abbiamo predisposto anche gli attacchi per un portapacchi posteriore, che magari proveremo a montare e stiamo persino studiando alcuni sistemi di elettrificazione, anche se in bottega non tutti la pensiamo allo stesso modo e il dibattito sull'elettrico (e sul tipo di elettrico eventualmente da montare) è assai acceso: anzi se volete fateci sapere voi cosa ne pensate delle bici elettriche e se vi può interessare una Orco a batteria. Grazie.
venerdì 20 settembre 2013
Indelicata.1
Il nome lo ha scelto il suo proprietario, che di mestiere fa software (crediamo), ma il punto uno l'abbiamo aggiunto noi perché è una bicicletta trasformabile (upgradabile?). Quella che vedete qui ha un cambio nel mozzo Sturmey Archer a cinque velocità, comandato dal manettino applicato al tubo obliquo e fissato a due vecchi forcellini corsa extralunghi in modo da poter tendere agevolmente la catena. I freni sono Campagnolo Veloce, il manubrio un Fubar di Brick Lane Bikes, una sorta di rivisitazione inglese del classico moustache, e inglesi sono anche sella e manopole, le nostre consuete Brooks, mentre le leve taiwanesi Dia Compe, sono fatte però con gli stampi delle svizzere Weinmann di Sciaffusa. Le ruote, costruite da noi con i soliti cerchi Ambrosio Evolution, raggi inox Alpina e mozzo anteriore Miche con sgancio rapido vintage, sono impreziosite dai copertoncini Schwalbe Ultremo Zx da 28 C, slick e cattivissimi. I tubi, anche se non abbiamo applicato l'etichetta (deciderà il proprietario se farlo o no) sono Columbus Cromor. La versione punto due in programma la trasformerà in una bicicletta da corsa: abbiamo infatti applicato il quadro al telaio anche per comandare il deragliatore, il fermaguaina sul carro posteriore, le bussole per due portaborracce (e per un eventuale portapacchi posteriore) e e il forcellino ha l'attacco per il cambio. Parte questa sera per il Ticino (CH).
mercoledì 19 giugno 2013
Le ultime nate
Altre due Orco Cicli sono uscite dalla nostra bottega e dalle nostre mani. O meglio, una è uscita e già felicemente arrivata ad Helsinki (Finland, è la prima che spediamo così al Nord) e si tratta di una Pronta Beva classica, con la sola aggiunta del cavalletto. La potete vedere qui sotto, in una foto con i colori degli anni '70, quelli a cui il nostro modello si ispira.
La seconda è invece un Spicciola realizzata con tubi Columbus e dipinta color oro antico (nome in codice Goldfinger), impreziosita dalla sigla del proprietario manoscritta sotto trasparente sulla canna, dalla sella e dalle monopole Brooks e con le nuove coperture Schwalbe Durano 700 x 25, con battistrada e un grado di protezione antiforatura superiore a quello delle Lugano. Partirà nei prossimi giorni per la più vicina Reggio Emilia.
La seconda è invece un Spicciola realizzata con tubi Columbus e dipinta color oro antico (nome in codice Goldfinger), impreziosita dalla sigla del proprietario manoscritta sotto trasparente sulla canna, dalla sella e dalle monopole Brooks e con le nuove coperture Schwalbe Durano 700 x 25, con battistrada e un grado di protezione antiforatura superiore a quello delle Lugano. Partirà nei prossimi giorni per la più vicina Reggio Emilia.
sabato 2 febbraio 2013
Una Cantù davvero speciale
Dei fratelli Cantù non si sa molto: erano a Cavenago di Brianza, sembra abbiano anche lavorato a lungo con Rossin e comunque verso la metà degli anni '80 uno di loro A. (non ne sappiamo il nome, solo l'iniziale) Cantù ha prodotto una specialissima davvero spettacolare. Montata con il gruppo Campagnolo del Cinquantanario e con i cavi cambio interni, era originariamente cromovelata, stile Wilier Triestina, per intenderci. Quando è arrivata da noi però la cromovelatura era molto malconcia e non abbiamo potuto far altro che sverniciarla completamente, riportando il cromo in bella vista. Cromatura integra e perfetta, come quelle che adesso non si fanno più, tubi ovviamente Columbus Slx, manubrio rivestito in pelle cucita a mano, pedali purtroppo non originali, cerchi Campagnolo. Insomma, una bellissima bicicletta, che aveva tra l'altro girato pochissimo e che è rimasta pochissimo anche nelle mani del suo s/fortunato proprietario. Sono passati diversi anni, ma ancora gli è rimasta nel cuore: parcheggiata in un locale chiuso a pianoterra, ma con sbarre alla finestra troppo spaziate, ha incontrato un ladro smilzo che si è infilato tra le sbarre, l'ha raccolta, ha aperto la porta dall'interno ed è scappato portandosi via anche il Macbook di un vicino che si affacciava sullo stesso cortile. Un ladro gentile, però, che ha fatto copia dei dati sull'hard disk del computer e l'ha spedita per posta al derubato (senza indicare il mittente), mentre della Cantù non ha rispedito nulla e all'ex-proprietario non è restato altro da fare che aggiungere sbarre alla finestra. Chissà se almeno è finita tra le mani di qualcuno che l'ha saputa apprezzare e non distrutta, sarebbe un vero peccato...
venerdì 20 luglio 2012
Dettagli di stile
Si chiama Bardelli, come l'omonimo e celebre negozio di abbigliamento di Milano, con cui però non c'entra nulla. È invece un telaista attivo a Gallarate almeno fino a metà degli anni '80, a giudicare dal (brutto, forse il più brutto mai prodotto dall'azienda vicentina) gruppo Campagnolo Victory montato su questa bicicletta. Ma a prescindere dal gruppo, quello che la rende interessante sono i dettagli: forcellini posteriori Campagnolo cromati e forati, foderi alti Columbus, anch'essi cromati e pantografati, forcella Columbus cromata e pantografata, verniciatura bianco perlaceo arrivata quasi integra sino a oggi. Insomma, una gioia per gli occhi e una qualità di finitura raggiunta da un, tutto sommato, oscuro telaista oggi quasi inarrivabile anche per più blasonati costruttori sopravvissuti. Non ci stancheremo mai di ripetere che le bici di un tempo sono fatte meglio, molto meglio, di quelle di oggidì.
Questa, registrato il cambio, sostituiti cavi, guaine e palmer è pronta per l'Eroica: buon viaggio!



Questa, registrato il cambio, sostituiti cavi, guaine e palmer è pronta per l'Eroica: buon viaggio!



domenica 18 dicembre 2011
Ramen!
È una Spicciola davvero speciale, montata tutta Campagnolo Pista (mozzi, guarnitura, serie sterzo) con pipa e manubrio Nitto Track, sella e nastro Brooks, cerchi Ambrosio Excellence e finitura ramata che ci ha dato non pochi problemi, tanto che a meno di trovare un nuovo "ramatore" non ne faremo più. Anzi, se conoscete qualcuno che sia in grado di ramare a spessore e di gestire l'intero processo (lucidatura del telaio, nichelatura, ramatura, rilucidatura e verniciatura protettiva) e ce lo segnalate vincete una maglietta "Orco Cicli" e avrete la nostra eterna gratitudine.
Ecco comunque l'ultima nostra fatica. Ramen!
Ecco comunque l'ultima nostra fatica. Ramen!
mercoledì 19 ottobre 2011
Amadeo e l'arte del viaggiare
Amadeo è la nostra bacchetta leggera, da viaggio: tubi Columbus, cerchi, carter aperto e parafanghi di alluminio, manubrio satinato e, in questo caso, copertoni Schwalbe color panna e cambio nel mozzo a 3 velocità con comando trigger e filo esterno. Mozzo anteriore, pedali e guarnitura (a chiavella) sono Way Assauto vintage, ma Nos. Ormai è pronta, mancano solo le ultime registrazioni e la prova su strada, ma abbiamo voluto fotografarla e presentarvela ancora con le sue gomme candide e intonse. Rispetto alla Palmiro sono circa 4 kg di meno, e si sentono...
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