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giovedì 5 febbraio 2015

Addio Sturmey Archer !

Il primo mozzo Sturmey Archer con cambio integrato a tre velocità risale al 1902. Lo potete vedere qui sotto.


Dal 1924 esiste anche in versione a cinque marce:


E fino ad oggi sono entrambi rimasti in produzione, quasi immutati. Noi li abbiamo usati spesso perché robusti, praticamente esenti da manutenzione (anche se abbiamo imparato a restaurare quelli antichi), ultraclassici con il loro tradizionale comando a catenella che ci piace montare con filo esterno e la rotella applicata al tubo verticale del telaio. Nella versione recente in alluminio  l' SRF5 era tutto sommato compatto e relativamente leggero: 1090 grammi con una flangia da 67 mm. 


Insomma, un buon mozzo dal sapore vintage che abbiamo spesso proposto e montato sulle nostre bici. Noi non facciamo magazzino, non abbiamo né lo spazio né i soldi per farlo e di conseguenza quando ci ordinano una bici facciamo la spesa a nostra volta. Tutto bene sino a oggi, l'importatore italiano della Sturmey Archer è poi a Milano ed è un nostro storico fornitore per tanti componenti. Però aveva finito i mozzi a 5 velocità, erano rimasti solo quelli a contropedale che proprio non ci piacciono, nessun problema, per altro, sarebbero arrivati ai primi di febbraio. E sono arrivati, infatti, ma non gli SRF5 a cui siamo abituati: non li fanno più e sono stati sostituiti da un nuovo modello che si chiama  RX-RF5 (vedi foto qui sotto), pesa 1980 grammi è un padellone con una flangia da 95.5 mm e... non ha più il comando a catenella ma un comando rotativo tipo quello dei Nexus Shimano, a cui per altro assomiglia. Insomma, addio Sturmey Archer !
E per la bici che ci hanno ordinato (a questo punto l'ultima Orco con lo Sturmey) e che è in costruzione abbiamo dovuto cercarlo in Inghilterra e comprarlo online a un prezzo spropositato, anche se ovviamente per il nostro cliente non cambierà nulla, salvo forse un leggero ritardo nella consegna, accidenti a noi e accidenti alla Sturmey, un altro mito caduto.




lunedì 24 febbraio 2014

Vi aspettiamo!



Dalla collezione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano l'associazione +bc  ha scelto alcuni particolari modelli di biciclette che verranno esposti  dalle 13 di sabato primo marzo alle 18 di domenica due marzo in Stecca 3, in via de Castillia 26 a Milano.
Un'occasione unica per vedere da vicino l'incredibile Tandem Parallelo che Umberto Dei ha realizzato per il Salone del Ciclo e Motociclo del 1936; la Bianchi Modello D da corsa con cui Petit Breton ha vinto nel 1907 la prima edizione della Milano - Sanremo; Kangaroo, un rarissimo biciclo con trasmissione a catena realizzato nel 1884 dall'inglese William Hillman; un elegantissimo ed essenziale monociclo inglese del 1882 che sembra un oggetto di design contemporaneo ma che, ahimè, è praticamente inguidabile…

Dove: Stecca degli Artigiani, Via de Castillia 26, quartiere Isola, Milano
Quando: Sabato 1 marzo:
ore 13.00                               Presentazione alle autorità e alla stampa.
                                                     Apertura dell'esposizione “Anche queste sono bici” in collaborazione con il                                                              Museo Nazionale della scienza e della tecnologia” di Milano
                                                     Comunicazione delle iniziative delle Associazioni ADA Stecca per la due                                                                     giorni.
A seguire                               Rinfresco-buffet

dalle 15.00                            Laboratorio aperto in ciclofficina popolare

ore 20.00                               Chiusura esposizione

Domenica 2 marzo:
ore 10,00                               Apertura esposizione

ore 15,00                               Laboratori di cicloriparazione  in ciclofficina popolare

ore 18.00                               Chiusura esposizione

Ingresso: gratuito

A cura di Associazione +bc
In collaborazione con:
Comune di Milano
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Consiglio di Zona 9
Ada Stecca

martedì 22 ottobre 2013

Come si cancella una bici


Vedete il cancello qui sopra? È arrivato oggi in bottega per montare le chiavelle, fissare il portapacchi e installare due moderne luci a led: che volete, da quando gli Orchi hanno deciso di fare anche le piccole riparazioni ci tocca pure questo. Solo che il cancello non è un cancello, è una rarissima Benotto a bacchette interne (perfettamente scorrevoli e funzionanti), che risale, pensiamo, agli anni Quaranta. Abbiamo a questo punto interrogato il giovane proprietario e abbiamo scoperto che la bici sino a due giorni fa era integra, completa di parafanghi, carter, cerchi in acciaio e del suo colore originario. Acquistata a un mercatino di beneficenza per 30 euro «non poteva valerne di più» ed è stata trasformata così come la vedete, con due cerchi in alluminio spaiati e uno spesso strato di vernice nera opaca che ricopre anche il marchio (una splendida aquila smaltata), le manopole d'osso, il fregio anteriore... Nonostante le ricerche fatte non abbiamo trovato in rete nessuna immagine di un modello analogo conservato, a ulteriore dimostrazione della rarità di questa ex-benotto e ci è cresciuta l'amarezza, tanto da decidere di condividerla con voi. Qui sotto alcuni particolari dello scempio (o meglio del bicicidio, come scrive Antonio) perpetrato....








sabato 2 febbraio 2013

Una Cantù davvero speciale

Dei fratelli Cantù non si sa molto: erano a Cavenago di Brianza, sembra abbiano anche lavorato a lungo con Rossin e comunque verso la metà degli anni '80 uno di loro A. (non ne sappiamo il nome, solo l'iniziale) Cantù ha prodotto una specialissima davvero spettacolare. Montata con il gruppo Campagnolo del Cinquantanario e con i cavi cambio interni, era originariamente cromovelata, stile Wilier Triestina, per intenderci. Quando è arrivata da noi però la cromovelatura era molto malconcia e non abbiamo potuto far altro che sverniciarla completamente, riportando il cromo in bella vista. Cromatura integra e perfetta, come quelle che adesso non si fanno più, tubi ovviamente Columbus Slx, manubrio rivestito in pelle cucita a mano, pedali purtroppo non originali, cerchi Campagnolo. Insomma, una bellissima bicicletta, che aveva tra l'altro girato pochissimo e che è rimasta pochissimo anche nelle mani del suo s/fortunato proprietario. Sono passati diversi anni, ma ancora gli è rimasta nel cuore: parcheggiata in un locale chiuso a pianoterra, ma con sbarre alla finestra troppo spaziate, ha incontrato un ladro smilzo che si è infilato tra le sbarre, l'ha raccolta, ha aperto la porta dall'interno ed è scappato portandosi via anche il Macbook di un vicino che si affacciava sullo stesso cortile. Un ladro gentile, però, che ha fatto copia dei dati sull'hard disk del computer e l'ha spedita per posta al derubato (senza indicare il mittente), mentre della Cantù non ha rispedito nulla e all'ex-proprietario non è restato altro da fare che aggiungere sbarre alla finestra. Chissà se almeno è finita tra le mani di qualcuno che l'ha saputa apprezzare e non distrutta, sarebbe un vero peccato...







 


lunedì 17 settembre 2012

Arriva L'Eroica e i palmer finiscono

Il 7 ottobre ci sarà la sedicesima edizione de L'Eroica e molti dei nostri amici e clienti vi prenderanno parte. Tanto che i palmer che durante l'anno intero si impolverano in bottega sono finiti e stamani ci tocca rifare la scorta, anche per finire la messa a punto della Legnano (la seconda in due giorni) che ci aspetta in bottega. Poi sabato abbiamo anche cambiato un pacco pignoni a una vecchia Detto Pietro, nera e ultragrande (62 cm C/C) montandone uno con un 28 per affrontare più facilmente le salite bianche. Purtroppo abbiamo dovuto sostituire quello originale Regina Extra con un 6 velocità di marca sconosciuta. I Regina Extra 6V originali li abbiamo trovati solo negli Usa e a soli 150 dollari! Meno problemi invece per le due Legnano quasi identiche (cambiano le grafiche, ma i componenti sono gli stessi), una già consegnata e l'altra ancora fare. Un altro paio o forse più di bici per L'Eroica le avevamo poi preparate durante l'anno, insomma saranno forse 5-6 le bici curate da noi ad affrontare le bianche colline toscane. Se continua così l'anno prossimo ci toccherà andare a fare assistenza in loco....




sabato 10 marzo 2012

Carbonio vintage

Gli Orchi, si sa, amano solo l'acciaio, il Cro-Mo soprattutto e, da qualche tempo, anche l'inox. Ma in bottega, dopo il bamboo gli è arrivata ieri anche una bici in carbonio, vintage, ma di carbonio (almeno in parte). Si tratta infatti di una vecchia Look KG 231 (dovrebbe essere stata prodotta dal 1996 a, forse, il 2004) con i tre tubi telaio e i due seat stays in carbonio, tutto il resto (le strane, spesse e lunghe giunzioni, i forcellini posteriori, la forcella) è in alluminio. Una bici che pesa quanto o forse più di una analoga in acciaio, ma che a dispetto del materiale con cui è stata costruita è arrivata integra sino a oggi. Noi abbiamo dovuto solo sostituire la serie sterzo "morta" (Stronghlight) con una delle nostre Fsa Orbit e registrare il cambio (un Campagnolo Mirage 9, che hanno fatto in questa versione nel 1998), poi la bici è tornata a Cecilia, la sua proprietaria. Qui le foto del "coso": gli ovali neri sul tubo orizzontale fanno intravvedere il carbonio sottostante. Provandola sembra rispondere bene e pare molto rigida, ma quale sia l'apporto migliorativo del carbonio in un telaio simile, sinceramente non sappiamo valutarlo... forse, il fatto che a dispetto del materiale con cui é fatta non si sia ancora sbriciolata é positivo...










martedì 20 dicembre 2011

Gloria anni Cinquanta

Abbiamo appena ultimato il restauro funzionale e conservativo di una bicicletta Amf Gloria (qui una breve storia dell'antico marchio milanese) degli anni Cinquanta, un modello Sport Donna, montato però all'origine senza cambio e con carter chiuso. Ecco il catalogo 1950 e la bicicletta prima e dopo il nostro intervento.






sabato 19 novembre 2011

Pedersen?

Stiamo pensando di montare una Dursley Pedersen. Con un telaio non nostro, ma di Michael, un collega tedesco che di questo particolare tipo di biciclette ne sa senz'altro più di noi e che ancora oggi le fa solo su misura. Insomma, qualcuno dei nostri cinque distratti lettori, ops followers, vuole una Pedersen? Potremmo fargliela con una formula inedita del tipo che decidiamo tutto insieme e ci spartiamo oneri ed onori? Vi interessa? Scriveteci qui...grazie!


martedì 8 novembre 2011

RENOWNED THE WORLD OVER

È un biciclettone, il telaio misura 59 cm (c/c) di altezza e 61 di lunghezza, è nero e pesante, vecchio (data da definire, ma probabilmente compresa tra il 1904 e il 1921), quasi tutto originale e tutto funzionante. Le coperture, sicuramente più giovani, sono Pirelli Stella e la dinamo una italiana Dansi, ma per il resto, a parte i tacchetti dei freni e la sella che abbiamo dovuto sostituire, sembrerebbe tutta originale. Comprese le nichelature (non c'è cromo su questa bici!), i pedali con oliatore, i mozzi (quello posteriore con 40 fori), i cerchi e persino i raggi montati in modo che si incrocino senza toccarsi. Abbiamo dovuto solo registrare e ingrassare tutto, bloccare i pochi punti di corrosione e stendere un protettivo e la nostra Phillips "Renowned the World Over" e made in Smethwick, near Birmingham, England, è tornata a solcare il pavé milanese, mostrando la classe che solo una vecchia nobildonna inglese può avere. È in vendita, ma se non avete almeno una bombetta (una tuba sarebbe meglio), inutile che ci chiediate quanto costa/vale/la vendiamo.










lunedì 31 ottobre 2011

De Rosa 1983 e Campagnolo del Cinquantenario

Non abbiamo messo le mani solo sulla Masi Prestige che vi abbiamo presentato qui, in questi giorni in bottega abbiamo messo a punto un'altra storica bicicletta italiana, una De Rosa tutta cromata montata con il gruppo Campagnolo del Cinquantenario, una versione speciale del Super Record (numerata, la nostra serie è la 7816) prodotta in edizione limitata nel 1983 e caratterizzata dallo scudetto placcato oro e dalla firma Campagnolo Tullio su ogni componente. La nostra De Rosa è completa, abbiamo solo dovuto cambiare le guaine e aggiungere i laccetti dei pedali (che per altro non erano compresi nel gruppo originale). Il telaio, che crediamo sia un Super Prestige o un Professional Slx, misura 54,5 x 54,5 ed è interamente cromato e in ottimo stato considerata l'età. Secondo Ugo De Rosa di telai cromati con il gruppo del Cinquantenario ne hanno fatti solo due o tre, soprattutto per esposizione, senza numerare le scatole movimento. Comunque sia, ecco le foto della bici, a cui dobbiamo ormai solo incollare i palmer, appena ne arriva una coppia migliore dei Clement "tuttaplastica" che abbiamo appoggiato sui cerchi solo per fare le foto. Cerchi Fiamme Verdi nuovi che abbiamo montato perché la bici ci era arrivata con cerchi da copertoncino (e senza puntapiedi: trovare e pagare quelli originali è stata una dispendiosa avventura). A dire il vero, il gruppo meriterebbe una buona lucidatura per farlo tornare a specchio come quando era nato, ma in bottega si riaperta la solita discussione:
- Sì così sembra nuovo come uscito dalla scatola, mentre in realtà ha quasi trent'anni, non avrebbe senso!
"Però lucido è più bello, così sembra più rovinato di quello che è in realtà..."
- Non è vero. Sono le foto che lo peggiorano, dal vivo è più bello e poi la bici non è in vendita (o forse sì?).
Insomma voi che ne pensate, lo dobbiamo lucidare o no?








sabato 22 ottobre 2011

Masi Prestige

Gak ci ha messo due anni a recuperare per il mondo tutti i pezzi per la sua Masi Prestige: all'inizio aveva solo il telaio, ed era un telaio assai malridotto. Con la pazienza e la tenacia che solo un giapponese può avere, ha raccolto tutto e si è presentato un giorno in bottega chiedendoci se potevamo montargli la bimba. Lo abbiamo fatto volentieri, anche se per farlo abbiamo dovuto usare tutta la nostra sapienza e manualità. Un esempio? L'albero del mozzo posteriore era più corto di 3 millimetri del dovuto e abbiamo dovuto sostituirlo, così come abbiamo dovuto sostituire il primo pignone Regina Oro, perché con il 14 la catena si incastrava nel telaio mentre con il 13 passa. Fortuna che tra i nostri attrezzi c'è anche la preziosa e rarissima cassetta per smontare i pacchi pignoni Campagnolo (che in realtà sono Regina e quindi compatibili). Comunque ecco il risultato, e che la strada le sia sempre leggera.