Degli autori abbiamo già presentato (qui) un volume dedicato esclusivamente alle biciclette francesi d'antan. Con la stessa formula, editore e grafica, oggi vi segnaliamo questo, che presenta 35 bici da competizione, quasi tutte europee, nate tra il 1880 e il 1994. Bel libro, buona la stampa, spettacolari le foto e con una "chicca" in più: le geometrie di tutti i telai presentati. Qui, su Amazon Usa, potete anche vederne l'anteprima, ma se volete ordinarlo vi conviene passare da Amazon Italia (qui, per non pagare tasse d'importazione e spese di spedizione). Davvero un libro da avere, leggere e consultare, parola degli Orchi!
Orco Cicli Sas, CF e PI 06880860967, via Pastrengo 7, 20159 Milano, Italia tel +39 3396151284 info@orcocicli.com
Trovate altre informazioni, modelli, foto, notizie sul nostro sito orcocicli e su facebook
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mercoledì 12 settembre 2012
lunedì 3 ottobre 2011
Orcolibri: fatte a mano e su misura
Ancora disponibile (come al solito su Amazon a un prezzo ragionevole qui), il libro è in realtà il catalogo dell'omonima mostra che si è tenuta nell'agosto 2010 al Mueseum of Art and Design di New York. All'interno le foto e la storia di alcuni tra i più celebri e celebrati costruttori di bicicletta, da Sacha White (Vanilla) a Dario Pegoretti, da Richard Sachs a Peter Weigle con le sue classiche randonneur... Belle foto, carta opaca, spettacolari biciclette da mangiare con gli occhi e un triciclo Vanilla riservato ai bambini ricchissimi che ci è piaciuto assai.
Agli Orchi non piace perché: non sono stati invitati
Agli Orchi piace perché: ci sono tante belle bici fatte tutte a mano e quasi tutte in acciaio
Interessanti le bibliografie suggerite da ogni costruttore e la frase di H.G. Wells che le introduce: "Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza".
Bespoke: The Handbuilt Bicycle, Lars Müller Publishers, Svizzera, 2010, 128 pgg, 21 € circa.
Agli Orchi non piace perché: non sono stati invitati
Agli Orchi piace perché: ci sono tante belle bici fatte tutte a mano e quasi tutte in acciaio
Interessanti le bibliografie suggerite da ogni costruttore e la frase di H.G. Wells che le introduce: "Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza".
Bespoke: The Handbuilt Bicycle, Lars Müller Publishers, Svizzera, 2010, 128 pgg, 21 € circa.
mercoledì 14 settembre 2011
Orocolibri: Campagnolo
« Ormai produce solo in Romania e le ruote vengono dall'Oriente... È stata comprata da Shimano, no da Sram...» da anni le voci su Campagnolo si susseguono, tutte regolarmente smentite dalla casa vicentina, ma sempre vive. Comunque sia la storia della Campy, così la chiamano gli americani che ne hanno un'autentica venerazione, è una storia interessante e ben raccontata in questo volume di grande formato e riccamente illustrato che ne ripercorre tutte le tappe più salienti. Peccato che si decisamente caro (40 euro per 160 pagine sono davvero tante). Qui il link per ordinarlo da Amazon, anche se gli sconti del 40% sono ormai vietati e finiti, si può ancora risparmiare qualcosa e le edizioni in inglese e in tedesco costano decisamente meno!
Agli Orchi non piace perché: costa davvero tanto, forse troppo
Agli Orchi piace perché: Campagnolo ha fatto davvero la storia del ciclismo
Paolo Facchinetti, Guido P. Rubino, Campagnolo, La storia che ha cambiato la bicicletta, Bolis Edizioni, 2008, 160 pagg. 40€
giovedì 25 agosto 2011
Orcolibri: La bici d'epoca
Agile ma prezioso e dettagliato volumetto che permette di riconoscere e datare le bici da corsa prodotte dai primi anni del secolo scorso fino a circa il 1985, quando i comandi erano ancora sul telaio e i fili dei freni esterni e non sotto il nastro del manubrio. Le bici, insomma, che possono correre l'Eroica (per chi ancora non sapesse, stolto, cosa sia qui tutte le informazioni sulla più bella corsa del mondo). Abbondantemente illustrato con molte immagine tratte da cataloghi d'epoca e purtroppo non sempre intelligibili è un buon punto di partenza per chiunque voglia avvicinarsi al restauro o alla collezione di bici d'epoca. Di difficile reperibilità, purtroppo, sembra esaurito su Amazon e non resta forse che ordinarlo qui direttamente all'editore o cercarselo su ebay.
Agli Orchi non piace perché: molte immagini sono davvero troppo piccole o a bassa risoluzione
Agli Orchi piace perché: tratta delel bici che amano, senza carbonio, alluminio e oversize
Giuseppe Nardini, La bici d'epoca, Il libri de L'Eroica 2, 110 pagg, 10€. Qui su Amazon.
martedì 9 agosto 2011
Orcolibri: compiti delle vacanze
È un libro unico, anche se ostico: stiamo parlando della terza edizione di Bicycling Science, edita dal prestigioso Mit (Massachusetts Institute of Technology), dove per altro l'autore è professore emerito di ingegneria meccanica. Un libro unico, perché descrive in maniera dettagliata molti aspetti della fisica della bicicletta: potenza e velocità, aerodinamica, rotolamento (pneumatici e cuscinetti), freni, sterzo e bilanciamento, trasmissione della potenza, materiali... sono analizzati scientificamente, con anche tante belle formule che, almeno per noi, hanno richiesto la rilettura dei vecchi libri di fisica dell'università e l'aiuto di qualcuno più fresco di studi per poterle comprendere appieno (o quasi). È un testo universitario, insomma, completo di bibliografie e testi consigliati per approfondire gli argomenti trattati da ogni capitolo, e corredato da una breve storia della bicicletta e di altre macchine a propulsione umana, delle loro versioni più estreme e del loro possibile sviluppo futuro. Come al solito, si può acquistare facilmente su Amazon.
Agli Orchi piace perché: hanno capito i "perché" di tanti comportamenti della bici
Agli Orchi non piace perché: per leggerlo hanno dovuto rispolverare nozioni e concetti che avevano ormai dimenticatiDavid Gordon Wilson with contributions by Jim Papadopoulos, Bicycling Science, The Mit Press, Cambridge, Massachussetts, 2004, 478 pagg, 24 € (circa)
martedì 2 agosto 2011
Orcolibri: avercene...
Avercene ancora o poterne ancora fare di bici così, belle come quelle illustrate da un libro che non si capisce molto come nasca. Gli autori, a giudicare dai nomi, sono francesi o franconfoni, le bici, quelle senza dubbio, solo francesi, la stampa fatta in Cina (ma quello succede sempre o quasi sempre per gli illustrati), l'editore italiano (ma nella sua filiale newyorchese), i testi solo in inglese. Probabilmente è un libro di origini canadesi (e questo spiegherebbe francofonia e anglofonia mescolate), comunque è un libro bellissimo ma irritante:
irritante perché pieno di biciclette splendide che oggi nessuno, nemmeno noi, riesce più a costruire, irritante perché ancora una volta mostra come nel campo delle biciclette stiamo da decenni osservando solo involuzioni e non evoluzioni. Mai come nelle biciclette una decrescita sarebbe necessaria!
Irritante perché alcune di quelle bici potremmo (e stiamo cercando di) farle ancora, poi ci dicono che costano troppo e se ne vanno via con la loro automobile puzzona che costa come sessanta bici!
Però sognare costa abbastanza poco e, come al solito, su Amazon che in Italia è in guerra con il mondo, ancora meno. Qui potete acquistarlo per una manciata di euro (25 circa), tanti o pochi vedete voi....
irritante perché pieno di biciclette splendide che oggi nessuno, nemmeno noi, riesce più a costruire, irritante perché ancora una volta mostra come nel campo delle biciclette stiamo da decenni osservando solo involuzioni e non evoluzioni. Mai come nelle biciclette una decrescita sarebbe necessaria!
Irritante perché alcune di quelle bici potremmo (e stiamo cercando di) farle ancora, poi ci dicono che costano troppo e se ne vanno via con la loro automobile puzzona che costa come sessanta bici!
Però sognare costa abbastanza poco e, come al solito, su Amazon che in Italia è in guerra con il mondo, ancora meno. Qui potete acquistarlo per una manciata di euro (25 circa), tanti o pochi vedete voi....
Agli Orchi piace perché: ci sono un sacco di belle bici
Agli Orchi non piace perché: sono tutte e solo francesi e tutti quelle che le facevano sono morti senza eredi, uccisi dal mercato, dall'ignoranza e dal motore a scoppio
Agli Orchi non piace perché: sono tutte e solo francesi e tutti quelle che le facevano sono morti senza eredi, uccisi dal mercato, dall'ignoranza e dal motore a scoppio
Jan Heine, Jean Pierre Pradères, The Golden Age of Handbuilt Bicycles - Craftsmanship, Elegance and Function, Rizzoli New York, 2009
venerdì 22 luglio 2011
Orcolibri: la Bibbia!
Noi abbiamo la quinta edizione, l'ultima disponibile su carta. Sono quattro volumi di grande formato: nel primo si parla di telai, forcelle, e cuscinetti a sfera; il secondo è dedicato alle ruote, gli pneumatici e le trasmissioni; il terzo a manubri, selle, cambi e freni; il quarto infine, per noi meno interessante, alle forcelle ammortizzate. Il sottotitolo recita Analisi e procedure per meccanici ciclisti e i volumi scritti dall'americano John Barnett costituiscono il più completo, dettagliato e aggiornato manuale d'officina dedicato alle biciclette. Con migliaia di illustrazioni, la descrizione delle operazioni da compiere, gli attrezzi da usare e consigli pratici è indispensabile per chi voglia fare il meccanico di professione. Peccato solo che adesso sia solo disponibile in formato elettronico (140 $): a colori e con ancora più illustrazioni costringe però chi lo usa a tenere sul banco un computer o a stampare di volta in volta le schede che gli servono. Se non siete, come noi, intressati particolarmente all'ultimo modello di forcella ammortizzata, vi consigliamo di cercare una copia d'occasione della nostra edizione su carta, decisamente più pratica da studiare e consultare.
Agli Orchi piace perchè: è quanto di più completo e dettagliato esista al mondo
Agli Orchi non piace perchè: è tutto scritto in inglese, mannaggia (ma ci sono tante figure)!
Barnett's Manual, tutte le info, gli ordini e la possibilità di scaricare interi capitoli esempio qui.
domenica 3 luglio 2011
Orcolibri: una strana storia (anche) di biciclette
Flann O'Brienn (irlandese dalla vita sfortunata e breve, stimato e apprezzato da Joyce, Bekett e Greene, qui i dettagli su Wikipedia), non é un scrittore di biciclette ma in uno dei suoi pochi romanzi, ingiustamente trascurati sia in patria sia in Italia, di biciclette parla assai. Anzi una bicicletta è, in sostanza, la protagonista del suo libro "Il terzo poliziotto", che l'Orco che scrive ha letto tanti anni or sono e che ha rispolverato per voi in occasione di questa rubrica. "... la gente che ha passato la maggior parte della vita naturale a viaggiare su biciclette di ferro sopra le strade sassose di questa parrocchia finisce per avere la loro personalità mischiata con la personalità della loro bicicletta come interscambio degli atomi dall'uno all'altra, e sareste sorpreso dalla quantità di persone di queste parti che sono quasi metà persona e metà bicicletta...". E sulle biciclette quasi umane, quasi mezzo uomo, quasi dotate di umanità è incentrato l'intero romanzo, che vi consigliamo sinceramente di ri/scoprire.
Noi abbiamo una vecchia edizione della Einaudi, allora non berlusconiana (1971, il romanzo è uscito postumo anche i patria dopo che negli anni '40 gli editori lo avevano rifiutato) che non si trova più e che aveva la copertina che potete vedere a sinistra. Adesso si trova solo quella di Adelphi, per fortuna con la stessa eccellente traduzione di Bruno Fonzi (copertina di destra). Adelphi, pp. 248, 19 €.
Agli Orchi è piaciuto perchè: non si vive di sole biciclette!
Agli Orchi non è piaciuto perchè: non ci sono le figure :)
In conclusione: leggete tutto quello che trovate di O'Brien, ve ne innamorerete (e soffrirete perché ha scritto poco).
Orcolibri: una simpatica canaglia
Il 25 giugno del 1894 Annie Cohen Kopchovsky, ribattezzata Annie Londonderry dal nome dell'acqua minerale che la sponsorizzava partiva da Boston in bicicletta per fare il "Giro del Mondo". Vi avrebbe fatto ritorno dopo 15 mesi, dopo aver percorso in bici, tra avventure reali e inventate, parte degli Stati Uniti e la Francia da Le Havre a Marsiglia. Tutto il resto del "Giro del Mondo" è stato invece fatto a bordo di navi e piroscafi, con brevi escursioni in qualche scalo. Nel corso del viaggio ha cambiato bicicletta, partita con una bici Columbia da donna, fissa ma con freni (19 kg), l'ha ben presto sostituita con un'altra fissa, senza freni ma con telaio da uomo, prodotta dalla Sterling e che pesava solo 9,5 kg, un record per l'epoca e che potete vedere qui sotto, con tanto di bandiera americana in seta.

A ogni tappa, conferenze (a pagamento) con immaginifiche descrizioni di avventure, rapine, guerre in realtà mai viste, proiezione di lastre per lanterna magica, sponsor locali, bagni di folla e articoli, critici o entusiasti, della stampa locale. Tre figli e un marito l'aspettavano a Boston, mai citati perché la società dell'epoca non avrebbe assolto una madre che abbandonava le sue creature. Una storia interessante, insomma, di una donna intraprendente che non ha fatto il giro del mondo in bici ma che è riuscita a farlo a credere a (quasi) tutti. Peccato solo che il libro (Peter Zheutlin, Il giro del mondo in bicicletta, Elliot Edizioni 2011, 336 pagg, 17,50 €, traduzione di Veronica La Peccerella) sia mal scritto, ripetitivo e di una noia mortale. L'autore, che si dichiara pronipote di Annie, è uno di quegli scrittori in grado di mettere ben 80 (ottanta!) note a un capitolo di poche pagine, forse per giustificare l'inserimento del suo libro in una collana di saggi e sostanzialmente colleziona e trascrive articoli di giornali dell'epoca recuperati soprattutto, a quanto dichiara lui stesso, da un album di ritagli avuto dall'unica nipote vivente di Annie.

Agli Orchi è piaciuto perché: Annie Acquaminerale é una simpatica canaglia.
Agli Orchi non è piaciuto perché: mal scritto, noioso, ripetitivo e decisamente troppo lungo.
In conclusione: fatevelo prestare, leggetelo in biblioteca, appagate la vostra curiosità leggendo il sito (in inglese) qui, ma rinunciate senza dubbio alcuno ad acquistarlo, lo abbiamo già fatto noi per voi e ce ne siamo pentiti.
venerdì 1 luglio 2011
Orcolibri: accidenti!
Non vale, non vale, non vale, uffa! Robert Penn ha scritto il libro che noi abbiamo in lavorazione da due anni e lo ha fatto meglio di quanto avremmo potuto fare noi. Nel suo "Ciò che conta è la bicicletta, la ricerca della felicità su due ruote" (Ponte alle Grazie, 2011, 217 pagg, 14€), scrive tra l'altro:
Come non essere d'accordo? E il libro è il racconto della bici che il fortunato autore si è fatto fare scegliendone in giro per il mondo i diversi componenti, raccontando la storia e l'evoluzione di ognuno di essi, chiaccherando con i produttori e i fabbricanti, riflettendo su materiali, forme, evoluzione e trasformazione della bicicletta. Certo non siamo d'accordo su tutte le sue scelte, ma molte le condividiamo e, anzi, sono le stesse che abbiamo fatto noi... e grazie ancora a Paolo Crocè, che ce l'ha fatto conoscere. Qui i primi due capitoli aggratis.
Agli Orchi è piaciuto perché: ben scritto (e ben tradotto da Carlo Capararo) racconta quello che avrebbero voluto raccontare loro.
Agli Orchi non è piaciuto perché: si sono sentiti sfilare il loro libro da sotto il sedere e perché manca una foto della bici finita, che invece è in copertina nell'edizione inglese (ma l'abbiamo trovata qui ed è sloping, bleah!)
In conclusione: leggetelo e poi venite a farvi fare una bici da noi!
Come non essere d'accordo? E il libro è il racconto della bici che il fortunato autore si è fatto fare scegliendone in giro per il mondo i diversi componenti, raccontando la storia e l'evoluzione di ognuno di essi, chiaccherando con i produttori e i fabbricanti, riflettendo su materiali, forme, evoluzione e trasformazione della bicicletta. Certo non siamo d'accordo su tutte le sue scelte, ma molte le condividiamo e, anzi, sono le stesse che abbiamo fatto noi... e grazie ancora a Paolo Crocè, che ce l'ha fatto conoscere. Qui i primi due capitoli aggratis.
Agli Orchi è piaciuto perché: ben scritto (e ben tradotto da Carlo Capararo) racconta quello che avrebbero voluto raccontare loro.Agli Orchi non è piaciuto perché: si sono sentiti sfilare il loro libro da sotto il sedere e perché manca una foto della bici finita, che invece è in copertina nell'edizione inglese (ma l'abbiamo trovata qui ed è sloping, bleah!)
In conclusione: leggetelo e poi venite a farvi fare una bici da noi!
mercoledì 29 giugno 2011
Orcolibri: troppe imprecisioni !
Le guide Loney Planet sono celebri, di solito ben fatte, e anche gli Orchi in gioventù le hanno spesso usate per orientarsi nei loro viaggi esotici. Per cui hanno ben accolto la prima traduzione di una guida dedicata all'Italia in bicicletta (Ellee Thalheimer, "Italia in bicicletta", Edt, Torino 2010, 336 pagg, 23,50€), peccato che si sia rivelata una vera ciofeca. Nonostante ci sia una lunga nota all'edizione italiana e, a quanto scritto, molti vi hanno collaborato, ci sono diverse imprecisioni davvero non giustificabili. A cominciare dal capitolo "Salute e sicurezza". Si sa, gli americani sono di solito paranoici per quanto riguarda la salute, ma casi di rabbia in Italia non ci sono da anni, la giardia è un parassita che di solito infetta i cani e i bovini e non l'uomo, sterilizzare l'acqua da bere facendola bollire 15 minuti, nel Paese (purtroppo) con il maggior consumo di acqua minerale in bottiglia, ci sembra un pratica alquanto inusuale. Per non parlare della quantità di farmaci e presidi che l'autrice consiglia di portare con sé nella sua "farmacia da viaggio": sembra adatta a chi intende attraversare il deserto con un fuoristrada, non l'Italia in bicicletta! Ma salute a parte, non si capisce perché il Parco Nazionale delle 5 terre diventi quello regionale di Portovenere (nella cartina) e nazionale (nel testo, pagina 85). O perché a pagina 258 d'Annunzio (e non D'Annunzio come è scritto) beve il Nepente di Oliena: notoriamente astemio il poeta non lo ha mai bevuto: “Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i sardi chiamano Domos de janas, per quivi spugnosamente vivere in estasi fra caratello e quarteruolo. Io non lo conosco se non all’odore; e l’odore, indicibile, bastò a inebriarmi … a te consacro, vino insulare, il mio corpo e il mio spirito…Possa tu senza tregua fluire dal quarterolo alla coppa e dalla coppa al gorgozzule. Possa io fino all´ultimo respiro rallegrarmi dell´odore tuo, e del tuo colore avere il mio naso sempre vermiglio…”
Agli Orchi non è piaciuto perché: non abbiamo mai letto l'originale in americano, ma i 23 collaboratori e curatori dell'edizione italiana hanno fatto un pessimo lavoro!
E poi cos'è il "rampichino" dell'autrice che non funziona a pagina 8? Citando il sito Cinelli:"1985 - Rampichino La prima mountain bike italiana. Rampichino è un uccellino che si “arrampica” sui tronchi degli alberi. Il nome Rampichino diventa un neologismo della lingua italiana, per lungo tempo a significare mountain bike. Gary Fisher fu il primo distributore USA delle mtb Cinelli. Fondammo il primo club di mtb italiano ed organizzammo anche, la prima gara di mountain bike in Italia."Altri significati non ce ne sono, chissà cosa voleva dire l'autrice!
Eccetera eccetera...
Siamo poi sicuri che una più attenta lettura ci riserverebbe altre spiacevoli scoperte, come quella del Postello di Milano (pagina 144) chiuso ormai da più di 3 anni e di cui non esiste nemmeno più l'edificio....
Agli Orchi non è piaciuto perché: non abbiamo mai letto l'originale in americano, ma i 23 collaboratori e curatori dell'edizione italiana hanno fatto un pessimo lavoro!Decisamente sconsigliato, si accettano segnalazioni di altre imprecisioni
martedì 28 giugno 2011
Orcolibri: il fascino della bicicletta
Sono 102 le bici della collezione di Michael Embacher (il fortunato signore qui sotto), magistralmente
Agli Orchi non è piaciuto perché: tutti i copertoni sono a "cerchietto rigido" e soprattutto perché sul libro non c'è una loro bicicletta :)
In conclusione: decisamente consigliato e indispensabile in qualsiasi ciclobiblioteca. Finoa fine agosto qui su Amazon scontato del 40%.
fotografate da Bernard Angerer e raccolte nel volume "Ciclopedia, icone e design della bicicletta" pubblicato in Italia nel 2011 da L'Ippocampo, Milano, 224 pagine, 25 €. Un libro soprattutto da guardare, studiare, sfogliare. Non tutte le biciclette (la più antica data 1922, la più recente 2010) sono ugualmente interessanti, molte sono già viste e straviste, alcune invece sono un'autentica scoperta. Un libro da guardare, dicevamo, perché le foto sono sono davvero belle e dettagliate, un po' meno da leggere, perché le scarne schede che accompagnano ogni modello sono anche ricche di errori. Ma importa poco, la gioia per gli occhi è tale che basta "guardare le figure"...Stampato in Cina come spesso accade per i libri illustrati, ha anche un ottimo rapporto qualità/prezzo. Qui potete sfogliarne qualche pagina.
Agli Orchi è piaciuto perché: dimostra ancora una volta che tutto o quasi è già stato inventato e che le bici di una volta erano spesso meglio di quelle di oggi.Agli Orchi non è piaciuto perché: tutti i copertoni sono a "cerchietto rigido" e soprattutto perché sul libro non c'è una loro bicicletta :)
In conclusione: decisamente consigliato e indispensabile in qualsiasi ciclobiblioteca. Finoa fine agosto qui su Amazon scontato del 40%.
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