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domenica 3 luglio 2011

Orcolibri: una simpatica canaglia

Il 25 giugno del 1894 Annie Cohen Kopchovsky, ribattezzata Annie Londonderry dal nome dell'acqua minerale che la sponsorizzava partiva da Boston in bicicletta per fare il "Giro del Mondo". Vi avrebbe fatto ritorno dopo 15 mesi, dopo aver percorso in bici, tra avventure reali e inventate, parte degli Stati Uniti e la Francia da Le Havre a Marsiglia. Tutto il resto del "Giro del Mondo" è stato invece fatto a bordo di navi e piroscafi, con brevi escursioni in qualche scalo. Nel corso del viaggio ha cambiato bicicletta, partita con una bici Columbia da donna, fissa ma con freni (19 kg), l'ha ben presto sostituita con un'altra fissa, senza freni ma con telaio da uomo, prodotta dalla Sterling e che pesava solo 9,5 kg, un record per l'epoca e che potete vedere qui sotto, con tanto di bandiera americana in seta.



A ogni tappa, conferenze (a pagamento) con immaginifiche descrizioni di avventure, rapine, guerre in realtà mai viste, proiezione di lastre per lanterna magica, sponsor locali, bagni di folla e articoli, critici o entusiasti, della stampa locale. Tre figli e un marito l'aspettavano a Boston, mai citati perché la società dell'epoca non avrebbe assolto una madre che abbandonava le sue creature. Una storia interessante, insomma, di una donna intraprendente che non ha fatto il giro del mondo in bici ma che è riuscita a farlo a credere a (quasi) tutti. Peccato solo che il libro (Peter Zheutlin, Il giro del mondo in bicicletta, Elliot Edizioni 2011, 336 pagg, 17,50 €, traduzione di Veronica La Peccerella) sia mal scritto, ripetitivo e di una noia mortale. L'autore, che si dichiara pronipote di Annie, è uno di quegli scrittori in grado di mettere ben 80 (ottanta!) note a un capitolo di poche pagine, forse per giustificare l'inserimento del suo libro in una collana di saggi e sostanzialmente colleziona e trascrive articoli di giornali dell'epoca recuperati soprattutto, a quanto dichiara lui stesso, da un album di ritagli avuto dall'unica nipote vivente di Annie.



Agli Orchi è piaciuto perché: Annie Acquaminerale é una simpatica canaglia. 
Agli Orchi non è piaciuto perché: mal scritto, noioso, ripetitivo e decisamente troppo lungo.
In conclusione: fatevelo prestare, leggetelo in biblioteca, appagate la vostra curiosità leggendo il sito (in inglese) qui, ma rinunciate senza dubbio alcuno ad acquistarlo, lo abbiamo già fatto noi per voi e ce ne siamo pentiti.

mercoledì 4 maggio 2011

La Randa è pronta

Abbiamo montato le leve sulla Randa, nastrato il manubrio e messo i puntapiedi e i relativi cinghietti. Adesso, finalmente è pronta, anche se il carissimo nastro Brooks in pelle si è rivelato una porcheria. Nella stessa scatola abbiamo trovato due nastri di spessore e consistenza diversa, di cui uno davvero troppo sottile. Per adesso resta così, ma quando dovremo farne una di produzione abbiamo capito che bisogna prima montare gli inserti in gel e poi, solo poi, avvolgerli con un nastro in pelle o, meglio, montare direttamente un nastro in sughero, completo di gel....


domenica 17 aprile 2011

Bici in diretta: le schede di Randa e Nocs

Ecco le schede (provvisorie) dei nostri due nuovi modelli, praticamente pronti anche se manca ancora qualche componente e alcune finiture vanno perfezionate. Del resto sono prototipi e li facciamo proprio per poterli provare (e modificare se è necessario) prima di proporli ai nostri affezionati clienti...


Randa ha un telaio in tubi Columbus Cromor, saldobrasato con giunzioni microfuse, french fit, cioè di dimensioni maggiori rispetto a quelle di un telaio corsa tradizionale e con il tubo orizzontale più lungo. Guarnitura Miche tripla (50, 39, 30) e pacco pignoni a 10 velocità (11- 28) con cambio e deragliatore marchiati Miche anche se in realtà sono Campagnolo, così come le leve freno con comandi integrati per il cambio. Le ruote con copertoncini Schwalbe 700x28, sono Miche Reflex (crediamo prodotte da Ambrosio) ma sono un esperimento. L’anteriore radiale non ci convince, anche se hanno spergiurato sulla sua durata e resistenza: nelle prossime Randa monteremo probabilmente più tradizionali mozzi a 36 fori con raggiatura in terza e raggi inox Sapim. Ruote classiche, fatte da noi, centrate a mano e non al "computer", superesistenti e supercollaudate. I due portapacchi sono Tubus, cari ma garantiti ben 10 anni e con spedizione gratuita dei ricambi in tutto il mondo per i primi tre anni (il posteriore adesso è orizzontale, ma non abbiamo voglia di rifare la foto). Parafanghi Sks Bluemels con aste e accessori in acciaio inox e sgancio di sicurezza sull’anteriore. La sella è una Brooks Team Pro Chrome e il manubrio definitivo sarà un Nitto Randonneur (in viaggio dagli Usa, dal Giappone temiamo non ne arriveranno per un po' perché la fabbrica è molto vicina la reattore), che verrà nastrato poi in pelle. Pensiamo anche di montare le gabbiette ai pedali (sono Mks in lega), luci a led con batterie ricaricabili e due bottiglie di vino nei portaboraccia



Nox è sostanzialmente una Spicciola, realizzata però con tubi inox e quindi necessariamente giunzioni inox (care, comprate a Londra) e saldata con T99, una lega ad alto contenuto di argento, anch’essa cara se non carissima. La forcella, dritta, è invece in acciaio “tradizionale” perché si trovano teste inox, ma non tubi per la stessa: di solito tutti usano ormai forcelle in carbonio e a noi il carbonio proprio non ci piace. Insomma, una bici costosa ma entusiasmante: rigida e leggera fila che è un piacere. Dobbiamo ancora provarla a fondo e valutare se vale davvero quel che costa: circa dieci volte un telaio analogo non inox. Vi terremo comunque informati, come sempre senza barare. Certo che bella è bella, e dal vivo ancora di più. La finitura è stata laboriosa, abbiamo prima lucidato a tampone tutto il telaio fino a farlo a specchio, poi ci siamo accorti che sembrava cromato e che comunque le ditate ci restavano sopra alla grande e lo abbiamo ripassato tutto a mano con carta vetrata del 2000 per dargli l'aspetto satinato che ha adesso.

lunedì 5 aprile 2010

Amadeo LikePicasso

Amadeo trova sempree nuovi estimatori, in questo caso il blog LikePicasso, un magazine di Blomming,  dedicato alla nuova creatività e ai nuovi creativi. Lo potete leggere qui.